10 motivi per non registrarsi su Facebook

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Introduzione

L'era dei Social Network è ormai sempre più gettonata da nuovi social che ogni giorno invadono la rete. Facebook è stato sicuramente il pioniere dei new social e si è subito accaparrato una bella parte del mercato di utenza, che ormai non può più fare a meno di usarlo quotidianamente. Ma non è l'unico social, durante gli anni gli sviluppatori ne hanno lanciati tanti e diversi, con funzioni di aggregazione spesso alternative. Alcuni social raggruppano utenze dedicate al mondo del lavoro, come Linkedin; altre si esprimono attraverso le immagini, Pinterest; e altri uniscono appassionati di cucina come Gnammo. Ecco perché stiliamo una serie di 10 motivi per invitare le persone a non registrarsi solo a Facebook, ma anche ad altri social più interessanti.

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Facebook limita la vostra libertà

Facebook limita la vostra conoscenza di nuovi settori, in quanto crea un circolo vizioso da cui è difficile uscire e ad un certo punto diventa noioso e stancante. In genere su Facebook si tende a ritrovare il proprio ambiente cittadino, si stringe amicizia con amici, vicini di casa, conoscenti di città e paesi vicini. È un gruppo social più privato, dove si tende a creare un ambiente familiare. Questo spesso non vi consente di essere liberi, dovete tener conto di ciò che dite e fate, perché la maggior parte della gente che avete come amici vi conosce realmente e potrebbe smentire le vostre dichiarazioni.

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Facebook non rispetta la vostra privacy

Anche se non ci pensi tutti i giorni, dovrai farlo, le multi società che investono milioni di dollari in progetti come Facebook, e guadagnano una marea di dollari, sono a conoscenza di molti dati. Tutti gli iscritti pubblicano i loro dati personali e danno il consenso alle aziende di disporne come vogliono, nei limiti della legge. Nulla vieta però loro un altro uso che in futuro possa creare danni alla persona. Oggi il tema è ancora molto dibattuto.

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Facebook si appropria delle immagini

Ogni giorno ingenuamente pubblichiamo le nostre foto private, quelle di familiari, oppure relative alla nostra vita sociale. Anche se settiamo le impostazioni della privacy per evitare di farle vedere a chi non desideriamo, dobbiamo ricordarci che chi le vedrà potrà salvarle, attraverso la funzione salva post, potrà dunque trattenerle senza il nostro consenso e diffonderle come vuole. Come possiamo sapere cosa circola in rete se non siamo padroni dei nostri dati. Bisogna essere coscienti che i dati pubblicati sono a rischio. Meglio non pubblicare affatto.

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Facebook mette a rischio la vostra reputazione

Su Facebook spesso si pubblica senza pensarci troppo, qualsiasi pensiero, avvenimento, anche stupidaggini. Il fatto è che quel post in un attimo può lasciare indifferenti tutti, oppure può diventare virale. Basta un semplice errore anche di ortografia, legato ad una professione importante, come un dottore, un insegnante, un giornalista, per essere screditati senza possibilità di fermare la cosa. Fate molta attenzione.

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Facebook è colpevole di uno stalking silenzioso

Molte volte può capitare che anche senza saperlo qualcuno ci spii, e si interessi alla nostra vita sociale. Non è facile, infatti, verificare su questo social, chi ha visitato o visita spesso il nostro profilo. Tutto ciò si traduce nella non consapevolezza di sapere di essere osservati. Chiunque può tenerci d'occhio e sapere se noi usciamo, o siamo in casa, se siamo partiti per un viaggio, oppure se siamo in casa a rilassarci. Ci sono delle applicazioni che aiutano a scoprirlo, ma non sempre è facile che funzionino correttamente.

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Facebook crea dipendenza ossessiva

Un altro motivo per non usare più Facebook è psicologico e sta nella sua dipendenza. Molte persone stanno riscontrando una certa ossessione che deriva da una morbosa dipendenza dall'uso di questa applicazione. In ogni momento si controllano le notifiche, si accede ogni minuto per vedere cosa hanno pubblicato e cosa sta accadendo agli amici. Essere online sempre causa forte mancanza di concentrazione in ciò che si fa in quel momento causando davvero seri problemi.

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Facebook mina l'autostima di se stessi

Non è da discutere il fatto che se si dipende da Facebook per molte ore al giorno, esso diventa una dipendenza, e soprattutto si vive in funzione di cosa pensano gli altri di voi. Quanti mi piace ricevo al giorno, chi ha messo mi piace, perché quel mio amico non ha dato la preferenza e così via. A lungo andare si crea una sorta di paranoia che porta a momenti di ansia, e nei soggetti più deboli può minare l'autostima e l'accettazione da parte degli altri. È meglio staccarsi per evitare che Facebook diventi un mezzo per affermarsi a tutti i costi.

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Facebook influenza negativamente l'utente

Se dieci, cento o addirittura mille degli amici la pensano in un certo modo, vorrà dire che è la cosa giusta da fare. Spesso si pensa non con la propria testa, ma con quella del gruppo, del social. Soprattutto i giovani presi molto da questi new media non riescono a ragionare più con la propria testa e finiscono per confondersi tra la massa. Ed è a causa di queste situazioni che l'individuo si annulla come singolo per dare voce solo al gruppo e a ciò che pensa nel complesso.

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Facebook da voce a tutti

Tutti opinionisti sono diventati grazie alla rete, e su Facebook qualsiasi cosa si dica o si pubblichi è oggetto di commenti spesso non oggettivi, sgradevoli e inadeguati. Tutto senza moderazione, tutto online all'istante, senza possibilità di cancellare un commento dal proprio profilo una volta lasciato da chi lo ha scritto. Tutti possono leggere e farsi un idea e questo spesso crea problemi a tanti personaggi pubblici che si espongono sui social, ma non solo a loro, anche a persone normali che sono alla merce di tutti.

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Facebook offre pubblicità subliminale

Navigare ore ed ore su Facebook rende il nostro inconscio vittima di pubblicità subliminali, che si insediano nella nostra mente in maniera laterale e indiretta. Anche se non cerchiamo spot o promozioni, Facebook ce le propone in continuazione finché non ci accorgiamo della loro presenza, clicchiamo e facciamo il suo gioco. Sarà pure gratis l'uso della piattaforma, ma con questa scusa sfrutta gli utenti per vendere pubblicità e per guadagnare milioni grazie alla grande mole di utenza che si è costruito nel tempo. Decidere di chiudere l'account può sembrare controcorrente, ma significa a ribellarsi ad un sistema in mano di pochi potenti che ne hanno fatto un business mondiale.

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