5 regole per realizzare un'app di successo

Tramite: O2O 29/07/2019
Difficoltà: media
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Introduzione

In un mondo dove "app" è diventata la parola d'ordine per qualsiasi cosa, dove ogni contenuto è accessibile tramite essa, dove ogni attività non è completa se non è corredata da un'app e dove il successo è possibile solo via smartphone, l'esigenza di realizzare un'app specifica diventa fondamentale come respirare. Ecco allora 5 regole base per garantirsi almeno una possibilità di risultare vincenti, visto che la strada del successo è tutta in salita.

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Piattaforma

Innanzitutto facciamo un po' di chiarezza. Quando si parla di app, ci si può riferire essenzialmente a due tipologie: app strumentali ed app commerciali. Le app strumentali nascono da idee innovative, di solito ad opera delle stesse software house che decidono di introdurre sul mercato nuove funzionalità reputate interessanti e lungimiranti. Le app di cui, invece, quasi ogni attività potrà sentire l'esigenza, per tenersi al passo coi tempi e per offrire nuove "esperienze" ai propri clienti, sono di tipo "commerciale". Tali app, dunque, vengono di norma commissionate alle software house che provvederanno allo sviluppo. A questo punto, probabilmente vi si chiederà a quale pubblico volete rivolgervi con la vostra app. Questo interrogativo si trasforma, fondamentalmente, in un quesito più tecnico: da quali piattaforme vorrete che la vostra app sia accessibile? Le più diffuse sono ovviamente Apple ed Android, ma non possiamo non menzionare anche BlackBerry e Microsoft. Più ampia sarà la vostra fetta di mercato, ossia il pubblico raggiunto, maggiori saranno, ovviamente, le possibilità di successo della vostra app.

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Tecnologia

In base, quindi, alla vostra scelta su quali piattaforme rendere fruibile la vostra app, il tipo di tecnologia per lo sviluppo cambierà. Si parla, quindi, di sviluppo "nativo" o sviluppo "ibrido". Il primo prevede che l'app venga realizzata utilizzando un linguaggio di programmazione specifico per la tecnologia scelta. Questo significa che, scegliendo almeno Apple ed Android come tecnologie, lo sviluppo dovrà essere doppio (poiché Apple ed Android usano linguaggi di programmazione differenti), oltre all'impegno di rendere fondamentalmente uguali le due app. Lo sviluppo ibrido, invece, è relativamente più semplice, utilizzando un linguaggio unico e sfruttando la programmazione di tipo "web". Le prestazioni, ovviamente, potranno essere meno ottimizzate, poiché meno integrate a livello di sistema operativo, ma se ne guadagnerà in tempi di svilippo e, probabilmente, anche in termini di costi. In questo caso, la vostra app sarà fruibile praticamente da qualsiasi smartphone, Apple, Android e persino sui meno diffusi Microsoft e BlackBerry.

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Ottimizzazione

Un'app di successo dovrà garantire un'ottima esperienza di navigazione, anche in termini di consumi. Parliamo di ottimizzare l'utilizzo della batteria, prima di tutto. Un'app che sia fruibile attraverso pochi click, senza dover passare da una pagina all'altra per arrivare ad ottenere il risultato cercato, e senza dover caricare e "scaricare" grafiche ed immagini eccessivamente pesanti e non ottimizzate per tecnologia "mobile". Questi accorgimenti, da curare già in fase di sviluppo, ottimizzeranno i consumi non solo in termini di batteria, ma anche di traffico di navigazione. Considerando che la maggior parte degli utenti si affida a piani telefonici a canone fisso con un traffico internet limitato e misurato in GB, garantire all'utente un minor consumo dei suoi GB, renderà sicuramente l'app più piacevole da utilizzare e quindi anche meno soggetta ad essere abbandonata e addirittura cancellata.

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Permanenza

Una volta sviluppata un'app rispettando tutti i criteri di fruibilità ed ottimizzazione, bisognerà passare a curare un aspetto altrettato importante: l'utilità. Un'app che sia leggera, veloce da scaricare ed installare ma pressoché inutile, non invoglierà certamente ad essere utilizzata, ma al contrario verrà cancellata di lì a poco. Fate in modo che la vostra app sia ricca di contenuti interessanti e funzionalità allettanti. Un'app realizzata per scopi unicamente di marketing pubblicitario, senza una contropartita di utilità, non sarà ben vista e persino il rating di valutazione, attribuito dagli utenti stessi sugli app store, potrebbe risentirne, con la conseguenza di non essere neppure scaricata. Aggiornate costantemente funzionalità e contenuti e rendete la vostra app accativante graficamente: saranno i primi passi per il successo.

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Viralità

L'ultimo passo da seguire per portare al successo la vostra app sarà fare in modo che venga scaricata ed installata da quanti più utenti possibile. Oltre alla permanenza sull'app da parte di chi ha avuto modo di installarla, dovrete garantire la sua diffusione. Un'app di successo è un'app "virale". Questo termine indica proprio la diffusione a macchia d'olio, come succede con i virus delle malattie che si propagano mediante contagio. Rendere virale l'app significa che saranno gli stessi utenti a pubblicizzarla ed invitare i loro stessi amici ad installarla. Questo sarà il vostro obiettivo finale. Un'app divenuta virale non necessita più di grandi investimenti pubblicitari, ma per arrivare a tale risultato bisognerà inzialmente investire. Potrete farlo mediante campagne mirate sui più diffusi social (Facebook, Instagram e Twitter), promettendo bonus, premi o altri privilegi a tutti coloro che inviteranno altri amici a scaricare l'app, come ad esempio buoni sconto da guadagnare sugli acquisti dei propri "indotti", in caso di e-commerce. Video pubblicitari, da diffondere prevalentemente sul web ed indirizzati al giusto target, potrebbero essere un ulteriore metodo di lancio dell'app, a patto che si tratti di spot che non appaiano subito come pubblicitari, ma interessanti, magari divertenti o alternativi. Perché per essere virali bisognerà essere soprattutto innovativi ed originali.

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