Come dissaldare componenti elettronici

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Una volta aver saldato qualcosa è molto difficile riuscire a dissaldarlo. Dissaldare richiede gli strumenti giusti, pazienza e il giusto quantitativo di esperienza. Anche se può sembrare un procedimento alquanto complicato, in realtà con i giusti materiali può essere anche molto più facile di una saldatura. Quindi si possono tranquillamente dissaldare componenti elettronici se per esempio sono guasti e volete sostituirli. Basta eseguire la proceduta con precisione per evitare di danneggiare gli altri componente nel circuito e concentrarsi su quello che si vuole cambiare. In questa guida vengono proposti tre metodi diversi su come farlo.

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Occorrente

  • Saldatore
  • Pompette a stantuffo a molla
  • Trecciola o calza dissaldante
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"Stagno toglie stagno"

I metodi fondamentali sono tre e in tutti e tre è richiesta una certa pratica: nel primo caso si può semplicemente usare la tecnica del “Stagno toglie stagno”: quindi prima di dissaldare, è il caso di aggiungere dell'altro stagno. In questo modo si salda nuovamente sulla saldatura e così facendo la quantità nuova di stagno presente è paradossalmente più facile da eliminare e così facendo si potrà togliere tranquillamente e con questo verrà via anche il vecchio stagno che non serve. Per potere utilizzare questo metodo bisogna però essere in possesso di un saldatore. È consigliabile non andare al risparmio e acquistare qualcosa di leggermente più costoso ma efficace.

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Pompette a stantuffo a molla

Volendo invece adottare il secondo metodo, esistono in commercio delle speciali pompette a stantuffo a molla. La prima cosa da fare è caricare la molla della pompa, a quel punto la parte della saldatura viene scaldata con un forte getto di aria calda che fonde lo stagno, in questo modo le vibrazioni facilitano lo staccarsi dei componenti. Successivamente, prima che questo si raffreddi del tutto è bene avvicinare la pompetta, poi con movimento veloce e preciso aspirare lo stagno prima che si solidifichi di nuovo. Spesso la cosa non riesce mai al primo colpo, quindi ci si deve arrendere all'idea di ripetere l'azione più volte.

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Trecciola o calza dissaldante

Il terzo metodo è quello che ti permette di dissaldare componenti se non si hanno a disposizione strumenti professionali come ad esempio le stazioni dissaldanti ed è qui che entra in gioco la così detta trecciola o calza dissaldante. È molto semplice da usare, bisogna porre la trecciola sopra lo stagno sul quale volete lavorare e successivamente il saldatore sopra alla trecciola. Se questa rimane attaccata, non tirate, fate attenzione e staccatela delicatamente, questo permetterà, durante la fusione, che lo stagno venga assorbito dalla treccia in rame soprattutto grazie allo speciale trattamento a cui è stata sottoposta.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non tutte le Trecciole nascono uguali. Ci sono alcune senza flussante e alcune con flussante. Quelle senza flussante semplicemente non funzionano.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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