Come utilizzare il file hosts

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Ogni volta che desideriamo accedere a una qualunque risorsa presente sul web, il nostro browser si attiva per fornirci nel più breve tempo possibile una copia di quella risorsa sul nostro pc, smartphone o tablet. Può trattarsi della homepage di un sito, di un video su Youtube, della pagina del nostro account webmail o Facebook, di una stazione radio o di mille altre risorse ancora. Tutte accomunate, nonostante la loro eterogeneità, dal fatto di possedere un indirizzo ip univoco, tramite il quale vengono localizzate. Se l'indirizzo non fosse disponibile, non potremo mai accedere al contenuto che ci interessa. Tantomeno se questi pur esistendo risultasse sbagliato, in tal caso chissà che pagina si troverebbe ad aprire il browser. Di solito, per fortuna, errori non ce ne sono: come mai? Semplice: perché i nostri dispositivi sono programmati per farci navigare il più velocemente e comodamente possibile nel gran mare di internet, e ci riescono eseguendo algoritmi ben precisi. All'interno dei medesimi, uno dei primi passi è consultare il file hosts. Di cosa si tratta? A cosa serve? E come utilizzare il file hosts? Scopriamolo assieme.

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Il file hosts si trova in tutti i sistemi operativi Windows, Linux, Mac, per parlare di computer, nonché su quelli Android e della Apple per parlare invece di smartphone e tablet. È un semplice file di testo, di dimensioni esigue, che viene consultato dal sistema operativo ogni volta che occorre trovare un indirizzo ip. Una specie di elenco locale di indirizzi di risorse, insomma. Per l'esattezza, prima la ricerca viene effettuata all'interno di questo file, e soltanto se non avrà esito verrà poi inoltrata, come seconda opzione, a un server DNS. Normalmente, a dispositivo nuovo, il file hosts non dovrebbe essere popolato, quindi sarà il server DNS a preoccuparsi di associare all'indirizzo simbolico della risorsa, ad esempio google. It, il corrispondente indirizzo ip. Quest'ultimo è costituito da 4 byte separati l'uno dall'altro da un punto, e rappresenta la traduzione utile alle schede di rete, router, etc, per localizzare la risorsa. (Perché noi ce la caviamo bene con gli indirizzi costituiti da parole, loro con quelli espressi in byte, ecco la ragione della traduzione.) Il file hosts in questo non ha peso, difatti abbiamo visto che in condizioni normali può essere vuoto. O meglio, contiene l'indirizzo 127.0.0.1, che corrisponde al computer locale (che ovviamente non annovera fra le proprie risorse quello che stiamo cercando con il browser) e l'indirizzo ::1, del protocollo ipv6, oppure 0.0.0.0, idem per ambedue.

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È possibile, però, modificare il file hosts. I vantaggi nel farlo sono 2. Il primo consiste nell'impedire al nostro dispositivo di collegarsi a siti indesiderati o rischiosi, aumentando così il livello globale di sicurezza, il secondo nel velocizzare invece l'accesso ai nostri siti preferiti. Le modifiche sono comunque reversibili, ossia è possibile ripristinare il file allo stato predefinito.
Nel caso si decida di farlo per incrementare la sicurezza, si sappia che alcuni programmi, come il celebre Spybot, si avvalgono anche della modifica del file hosts per la protezione, quindi niente panico se aprendolo si scopre che contiene già parecchi indirizzi: sono quelli aggiunti dal programma per bloccarne la comunicazione col nostro dispositivo, e corrispondono tutti quanti a siti notoriamente malevoli.
(È pur sempre possibile però che la modifica sia opera di un qualche malware. Se avete dubbi, effettuate una scansione con un buon antivirus.)

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Accedere al file hosts è semplicissimo. Per prima cosa occorre disabilitare il firewall, se ne usate uno, perché potrebbe essere impostato per impedire modifiche a tale file. Dopodichè occorre rintracciarlo, e qui va tenuto conto che il percorso può variare in base al sistema operativo.
Se usate Windows lo trovate in C:\\Windows\System32\Drivers\etc rammentando di accedere alla cartella con diritti amministrativi. Una volta localizzato il file fatene una copia, salvandola su un supporto esterno come una pendrive, dopodiché doppio clic per aprirlo. A questo punto apparirà a video una finestra, che vi domanderà quale programma scegliere; optate per Blocco Note. Ora che siete all'interno del file portatevi sulla riga vuota finale e, nel caso vogliate bloccare l'accesso a un sito, digitate sulla sinistra l'indirizzo ip 0.0.0.0 poi premete il tasto tab e digitate il nome simbolico del sito (ad esempio sitomalevolo. It), infine andate a capo e ripetete analogo procedimento se i siti da bloccare sono più di uno. Al termine ricordatevi ovviamente di salvare le modifiche.

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In caso invece vogliate utilizzare il file hosts per accedere più in fretta a determinate risorse, dovrete innanzitutto conoscerne gli indirizzi ip esatti. Un metodo veloce è recuperarli da riga di comando: premete il pulsante Windows sulla tastiera, digitate cmd nella barra di ricerca e premete Invio. Si aprirà la finestra del prompt dei comandi, in cui digiterete il comando ping e il nome del sito. Ad esempio:
ping google. It
dopo aver premuto il tasto Invio verrà eseguito il comando che ripeterà per 4 volte il ping al server di google (nel vostro caso ovviamente digitate il nome del sito che volete aggiungere al file hosts), indicato col suo indirizzo ip. Annotatelo. Dopodiché aprite il file hosts con diritti amministrativi e dopo l'ultima riga scrivete sulla sinistra l'indirizzo ip, poi premete il tasto tab e scrivete quindi il nome simbolico del sito. Di nuovo, prestate attenzione a salvare le modifiche.

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Se, per una quasiasi ragione, deciderete poi di ripristinare il file allo stato originale, non dovrete fare altro che utilizzare il seguente procedimento.
Per prima cosa portatevi di nuovo nella cartella C:\\Windows\System32\Drivers\etc e rinominate il file modificato da voi, posizionadovi sullo stesso con il tasto destro e dal menù che appare scegliendo Rinomina (anche questa volta dovrete possedere diritti amministrativi). Come nome usate Hosts. Old e poi premete Invio per salvare la modifica. A questo punto non vi rimane che copiare nella medesima cartella il file originario che avevate salvato in precedenza su una pendrive o su altro supporto.

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Se usate Linux o un Mac il procedimento per modificare il file hosts è piuttosto simile.
Su smartphone Android invece è decisamente più complicato, dovrete scaricare programmi che vi diano i permessi di root e vi permettano di visualizzare ed editare all'interno del file hosts, dopodiché sarà necessario cancellare la cache del browser e riavviare lo smartphone. Se il dispositivo è in garanzia è meglio evitare.

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