Introduzione alla programmazione in F#

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il linguaggio di programmazione F# è l’ultimo nato della famiglia Microsoft Visual Studio. Si tratta di un nuovo linguaggio originariamente progettato e creato da Microsoft Research. Fa parte della piattaforma di sviluppo software .NET (uno standard ISO riconosciuto, a differenza ad esempio di Java), e verso cui ha una grande interoperabilità. Vediamo ora una piccola introduzione a questo linguaggio, considerato da molti il futuro della programmazione.

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Occorrente

  • Computer
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Le variabili modificabili

Per prima cosa vediamo cosa si intende per programmazione "funzionale", contrapposta alla programmazione “imperativa”. Praticamente il linguaggio di programmazione F# si basa su valori non modificabili anziché su variabili modificabili. Con questa caratteristica, mettendo a disposizione vari costrutti e tipi immutabili (come liste e record) si evita la causa principale di molti bug. Le variabili modificabili causano infatti dipendenze implicite in parti differenti del codice, portando in questo modo il linguaggio ad un elevato grado di complessità e di gestione.
F# consente al programmatore di non dover dichiarare in modo esplicito tutti i tipi di dati (anche se viene comunque offerta questa possibilità). Questi saranno ricavati direttamente dal compilatore in fase di compilazione del programma.

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Supportare algoritmi

Infine si deve sottolineare come F# sia un linguaggio in grado di supportare in modo ottimale l’espressione di algoritmi complessi e di interagire con altri linguaggi della famiglia .NET. In questo modo sarà possibile utilizzare F# per creare funzioni da inserire all’interno di altri linguaggi. Capacità molto utile in casi di multithreading, ovvero la possibilità di un processore di eseguire più thread (processi) parallelamente, così da migliorare le prestazioni dei programmi.
Non dover indicare tutti i singoli passi che il programma dovrà compiere per ottenere un dato risultato porterà il linguaggio F# e tutti i linguaggi di tipo funzionale ad avere un interessante sviluppo nei prossimi anni.

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Linguaggi “imperativi”

Nei linguaggi “imperativi” deve sempre essere dichiarato un insieme di variabili e strutture di dati che rappresentino tutte quelle del programma, compreso il loro tipo (numeri interi, numeri razionali, caratteri, stringhe, booleano, etc.). Ci sarà poi una parte in cui viene descritto un algoritmo risolutivo, scritto mediante delle istruzioni. Viene in pratica adottato uno stile prescrittivo. Tutte le operazioni da compiere devono già essere state previste all'interno del programma stesso.

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